L’autrice, Parvin Soleimani, è una scrittrice, poetessa e regista cinematografica che concilia la narrativa persiana a quella occidentale attraverso storie semplici solo all’apparenza.
Parvin è tuttora attiva nell’ambiente artistico e letterario di Roma, città in cui vive, nonché fondatrice dell’Atelier Samadieh in ricordo di sua madre.
In un pomeriggio di luglio in cui "dal cielo piove fuoco", una bambina vede scendere da un autobus una giovane sposa ancora vestita di bianco. È Asieh, la vicina di casa, e quell'immagine non la lascerà mai più.
"Ricamare la vita" è il racconto di una memoria che attraversa decenni: l'infanzia in una città travolta dalla repressione politica, le riunioni delle signore tra dolori e pettegolezzi, il rogo dei libri nei cortili, la persecuzione di una minoranza, e il filo silenzioso che lega tutto — una giovane donna che attende, resiste e trasforma il proprio dolore in arte.
Decenni dopo, la narratrice torna nella sua città in rovina e scopre, in un museo, l'opera di una vita: un ricamo di seta su seta che ripete all'infinito una sola parola. Il significato di un'intera esistenza condensato in un gesto di pura bellezza.
Un'opera sulla resistenza silenziosa, la memoria collettiva e la capacità umana di trovare senso anche nel buio più profondo.
In questi giorni si parla di Iran, ma dietro le notizie ci sono voci e vite reali. Questo racconto è scritto da un'autrice iraniana e nasce dall'atmosfera, dalle voci e dalla gente del suo paese. Ascolta una voce che viene da lì. Oltre le notizie. Una storia dall'Iran.
Sentirsi diversi e non sapere perché: allora come fare per trovare una risposta? La piccola Suskè, il cui nome significa bacarozzo in persiano -anche se con accezione vezzeggiativa- si pone domande che tutti noi ci poniamo, e si affida alla fede per comprendere il mondo e se stessa.
Adam è un cane ma rappresenta l’Uomo. L’Uomo alla ricerca di una sua libertà individuale, ancora ignaro delle regole -talvolta brutali- che governano il mondo. Attraverso il suo viaggio l’autrice vuole spingerci a una riflessione su tematiche sempreverdi come coscienza e autorealizzazione, scegliendo un punto di vista tra i più semplici, sebbene efficace: quello di un cane, appunto.